
"Vediamo di capirci bene:
il mental coach allena la mente, niente di più e niente di meno.
Perché le prestazioni di un atleta sono determinate da quattro componenti: preparazione atletica, preparazione tattica, preparazione tecnica e preparazione mentale.
Alla preparazione atletica ci pensano i preparatori atletici, coadiuvati da medici e nutrizionisti; la preparazione tattica e tecnica spetta all’allenatore, al viceallenatore e all’allenatore dei portieri.
A questo punto rimane ancora un tassello: la preparazione mentale.
Chi se ne occupa?
Qualcuno potrebbe pensare “L’allenatore?”
Impossibile, per vari motivi: innanzitutto è raro che un allenatore abbia le competenze necessarie a svolgere un lavoro di supporto mentale, inoltre spesso ha a che fare con oltre venti elementi e il suo tempo è cannibalizzato da moduli, gestione delle risorse, studio degli avversari e scelte di formazione.
La cosa curiosa è che tutti parlano dell’importanza dell’aspetto mentale (quante volte anche quest’anno si sono sentite frasi come: “ci vuole più forza mentale”, “avesse avuto un’altra testa chissà dove sarebbe arrivato”, “non ha la mentalità vincente”), eppure anche le principali società professionistiche sono ben lungi dall’attribuirgli la giusta importanza.
E allora si finisce a parlare di “testa” con superficialità, con frasi fatte, come se la testa fosse un oggetto inanimato su cui appoggiare il cappello.
Ma non è così!
È la mente il centro di tutto.
Senza la giusta “solidità” in grado di garantire performance e rendimento, anche l’atleta più dotato tecnicamente e fisicamente è destinato a esprimere solo una parte del suo potenziale, mettendo a rischio la propria carriera.
Perché per diventare un professionista con la P maiuscola devono funzionare all’unisono corpo e mente.
E, che tu ci creda o no, è la mente che comanda...
Ecco perché avvalersi di un professionista capace di insegnarti come gestire al meglio le risorse durante la stagione, prima e dopo le gare, nelle fasi di recupero da un infortunio, nei momenti positivi come in quelli negativi, può fare la differenza.”
(Fausto Donadelli)
